PENSO/2(quando cominciamo a chiederci quale sia il senso della vita, cominciamo ad essere malati)
Scritto da francesco
giovedì 06 marzo 2008
Sarebbe bello se quando ti alzi la mattina potessi decidere come andranno le cose: quante volte dirai ti voglio bene, quante volte ti fermerai a pensare, quante volte sarai sul punto di piangere, quante volte ti fermerai a guardare.
Quante volte sorriderai...
...quante volte riderai di te!
Ci sono quelli che nascono con la camicia, quelli che gli va sempre tutto bene, quelli che insomma dai...il resto mettetecelo voi!
Ci sono poi quelli che fanno gli eroi, quelli che ti sfiatano per ottenere un favore.
Ci sono poi quelli che si lamentano sempre oh...penso di fare parte di questa categoria.
"Il vescovo è quello che celebra-ciò che celebra, lui è il vescovo": parla così il vescovo Boccaccio, giunto a un tornante forse decisivo della vita. Non so che teologia sia, ma sento che quello che dice è vero. "Il vescovo poi sale all'altare e lo bacia-bacia così la sposa": anche questa mi pare dottrina certa. "Si unisce profondamente a quelle parole terribili "questo è il mio corpo"(...) sapendo che egli diventa una cosa sola con lui, per sempre": ora mi è chiaro che sta parlando dell'offerta di sè.
Ne cava questa consegna che trasmette ai figli: "Cercate la vostra Chiesa fuori dal tempio-perchè la Chiesa è fatta dei piccoli, dei poveri, dei malati, dei disabili, dei disagiati, è fatta di tutti coloro che non hanno altra speranza se non quella di essere abbracciati da Gesù Cristo".
Dove ha preso il povero vescovo di Frosinone, esuberante e invalido-dove ha preso questa ecclesiologia evangelica che non era nei manuali su cui ha studiato e neanche nei documenti del Vaticano II sui quali aggiornò poi la sua formazione?