Le cose che scrivo devono piacere innanzitutto a me: sono io il lettore immaginario perfetto. E se non mi emoziono io, come posso pretendere che si emozionino anche gli altri?
La stessa cosa vale per le cose che faccio io: se non ci credo io, come posso pretendere di farlo credere agli altri?
E allora mi piace dirvi che io domani vado a Lourdes, in quella città dove 150 anni fa cambiò la storia dell'umanità.
E a me piace andare a Lourdes ad irrorare il mio cuore, a ricaricare le mie batterie.
Sei te quella che mi chiede se dedico le cose a qualcuno.
Devo dirti che tutto quello che scrivo o faccio non lo dedico a qualcuno in particolare: ma alle situazioni che la vita mi regala.
Perchè ogni cosa è un regalo, è un dono.
Le tue paure, le tue incertezze, le tue...insomma...pensi che io non ce l'abbia?
Sarà che anche oggi è una bella giornata e finalmente si respira la primavera, e c'ho voglia di andare a piedi nudi sui prati.
E che vorrei dirti che domani sarà migliore, ma se questo pensiero non parte da te, come faccio a dirtelo?
Vuoi che te lo dedichi uno splendido pezzo così lo leggeranno tutti?